Il mito di Paolo Maldini: storia di una leggenda

Ha sedici anni, quando il barone Liedholm lo lancia nella mischia per la prima volta, in quel match di gennaio del 1985 tra Udinese e Milan, in un Friuli coperto di neve, come se anche il cielo si volesse prostrare ai suoi piedi, dedicandogli il paesaggio più bello.

Da lì in poi saranno venticinque anni di successi, di record su record, di trofei su trofei.
Dalle 5 Coppe Campioni ai 7 Scudetti, dalle 5 Supercoppe Europee alle 3 Coppe Intercontinentali, per concludere con le 5 Supercoppe italiane e una Coppa Italia. In totale fanno 26 titoli, in 902 presenze, record assoluto nella storia del Milan.

«Vorrei essere ricordato come una persona normale» dirà il capitano. Ecco, qui ci sarebbe da discutere. Perché obiettivamente normale non lo è stato. Paolo è una vera e propria leggenda del calcio mondiale, e lo sarà per sempre. Questo è chiaramente oggettivo.
Per dare un’idea più precisa di cosa è stato Paolo Maldini, basta sentire le parole di uno dei più forti attaccanti mai esistiti, Ronaldo, “O’ fenomeno” per intenderci: “Maldini è stato il più forte difensore con cui mi sono dovuto confrontare. Contro di lui era sempre durissima.”. Se lo dice uno che per fermarlo dovevi sparagli…
E se poi anche l’Equipe, celebre testata francese (Sì ok, per noi italiani la testata francese più celebre è un’altra!), una che di certo non si è mai fatta problemi a screditare l’Italia e i suoi figli, incorona Paolo Maldini, scrivendo che «In 23 anni di carriera non si è mai allontanato da un senso della morale, del dovere, della fedeltà e dell’etica che ne fanno una delle icone del calcio», allora qui signori siamo ufficialmente davanti ad un giocatore mitologico.
Si, un mito. Il mito di “Cuore di drago” Maldini, icona leggendaria che vivrà per sempre nei romanzi calcistici.

 

Romanzo Calcistico

Ai tempi Gigi Potacqui. Romanziere a tempo perso, fondatore di Romanzo Calcistico.

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