Il romanzo di Zizou, l’uomo della storia.

«Quando lo vedi giocare rimani estasiato. Possiede quel meraviglioso dono di rendere semplici le cose più difficili».

Parole al miele di Marcello Lippi, uno degli allenatori più importanti della sua carriera, che non ha mai nascosto la profonda ammirazione nei suoi confronti.
Considerato come uno dei talenti più cristallini mai visti, in campo la sua eleganza era disarmante, tanto da farlo entrare di diritto nel clan degli immortali. Stiamo parlando di Zinedine Zidane, per tutti Zizou, l’uomo della storia del calcio francese. Si, perché con una doppietta in finale al Brasile, che regalerà la prima Coppa del Mondo alla sua Francia, entrerà di diritto e di prepotenza nella storia del football transalpino, consacrandosi come uno dei più grandi calciatori di sempre.
Il Zidane ragazzino inizierà a dare saggio del proprio talento nell’ Olimpyque di Septemes, un piccolo team vicino Marsiglia, su un campo di terra battuta che di certo non risaltava le sue doti. Ma è proprio lì che si inizia a capire che Zinedine, non è proprio un ragazzino normale. «Una volta stavamo vincendo per 2-1 una gara importante e, nel finale, arrivò un pallone fortissimo nella nostra area. Lui, nonostante fosse accerchiato, invece di liberare, stoppò il pallone, facendolo passare sulla testa di un avversario con un pallonetto, prima di far partire il contropiede». Ricorda un compagno di quei tempi. Un fenomeno simile, ovviamente, non poteva passare inosservato. Carlo Ancelotti, suo allenatore alla Juventus, ricorda Zidane come uno dei più grandi:”E’ stato in assoluto il giocatore più forte che io abbia mai allenato. Il rammarico, se così posso dire, è che in partita, Zizou non faceva vedere le cose mostruose che mostrava in allenamento…” Considerando che in partita poi era di un’altro pianeta, non si osa immaginare cosa potesse fare in allenamento…
La descrizione più consona al franco-algerino però la da Federico Buffa, che racconta così di Zizou in “Storie mondiali”:
«Aveva le caratteristiche del berbero, era lungo, con la pelle bianca e gli occhi di ghiaccio. Aveva una coordinazione locomotoria straordinaria: con quella palla faceva quello che voleva, ci girava intorno, la pettinava, gli tirava pietre e ti rimandava rose…».

Lui era Zizou, un “poeta romantico” al servizio del pallone. Anche perché chiamarlo “calciatore” sarebbe riduttivo…

Romanzo Calcistico

Ai tempi Gigi Potacqui. Romanziere a tempo perso, fondatore di Romanzo Calcistico.

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